MTV New Generation 2015: il mio Best New Generation Electro

General

MTV-Best-new-generation-Matthew-S.jpg
MTV-Best-new-generation-Matthew-S.jpg

Il 2015 è uno di quegli anni che, anche dopo tanto tempo, mi riportano subito indietro. Fu l’anno di MTV New Generation: il progetto Matthew S ricevette un riconoscimento che, per come ero in quel momento, non avrei mai pensato potesse arrivare. Mi chiamo Matteo Scapin, in arte Matthew S, e questa è la storia di come andò.

La selezione di MTV New Generation e il voto del pubblico

Avevo 26 anni e da qualche anno lavoravo con il nome Matthew S. Cercavo di costruire il mio percorso nella musica elettronica, tra produzioni, live e tante ore in studio che di solito nessuno vede. Avevo ancora moltissimo da imparare, ma sentivo di aver trovato una direzione che mi rappresentava.

Nel 2015 MTV New Generation mi selezionò per la categoria Best New Generation Electro. Vedere il mio nome accanto a quello di MTV mi fece uno strano effetto. MTV aveva fatto parte della mia formazione musicale e culturale, e ora mi trovavo dall’altra parte, come artista selezionato.

Il voto era del pubblico e alla fine risultai il più votato. La notizia fu ripresa anche dalla stampa locale, che raccontò la vittoria e l’appuntamento successivo agli MTV Digital Days. Quello che mi colpì di più fu questo: dietro quel risultato c’erano persone che avevano ascoltato un mio brano e avevano deciso di sostenermi. Per un artista che stava ancora cercando di farsi conoscere, questo valeva molto più della scritta “MTV” accanto al mio nome.

MTV Digital Days 2015 alla Reggia di Monza

La vittoria mi portò agli MTV Digital Days 2015, organizzati alla Reggia di Monza l’11 e il 12 settembre. Nel programma della seconda serata c’erano Elisa Bee, Klangkarussell, Claudio Coccoluto, Julio Bashmore e Vitalic, e in mezzo a quei nomi c’ero anch’io.

Fino a quel momento la mia attività era stata fatta di studio, produzioni, serate e collaborazioni, con la sensazione tipica di chi costruisce qualcosa senza sapere ancora dove arriverà. Trovarmi lì, in un evento legato a MTV e dedicato alla musica elettronica e all’innovazione digitale, mi fece capire che quello che facevo stava uscendo dal mio piccolo mondo.

Call Me By Your Name e gli anni della sperimentazione

In quel periodo sperimentavo parecchio e cercavo di capire quale fosse il mio linguaggio. Per me la musica elettronica non è mai stata solo una questione di generi o di strumenti, ma un modo per prendere idee diverse e trasformarle in qualcosa con una mia identità.

Questa ricerca si sentiva anche nei progetti di allora. Uno era Call Me By Your Name, un lavoro sperimentale nato dalla collaborazione con il fashion designer Von Felthen, tra elettronica, ambient e una ricerca sonora piuttosto libera. Anche questo lato della mia produzione fu raccontato dalla stampa locale. Nel 2016 è arrivato poi il periodo legato a INRI/Metatron, con progetti come Inside e Maneki Neko, e da lì il percorso ha preso direzioni diverse.

Cosa è cambiato da allora

Dal 2015 è cambiato praticamente tutto. Sono cambiate le tecnologie con cui produco, il modo in cui pubblico e comunico i miei progetti, le persone con cui ho collaborato e anche il mio modo di intendere la musica. Ho continuato a produrre, a suonare dal vivo e a lavorare nel sound design. Nel tempo sono arrivati anche l’insegnamento e i progetti di musica inclusiva, esperienze che nel 2015 non avrei immaginato.

Quando oggi rivedo una foto degli MTV Digital Days o ritrovo del materiale di quel periodo, penso a un ragazzo di 26 anni che non aveva ancora tutte le risposte. Aveva però tanta curiosità e voglia di sperimentare, e sono le due cose che mi hanno accompagnato anche dopo.

Quando lavori per anni su qualcosa, è difficile capire se la tua musica arriva alle persone o se sei solo tu a crederci. Quel riconoscimento mi ha fatto capire che era arrivata a qualcuno. Per la prima volta il progetto Matthew S era uscito dal mio studio e dalla mia cerchia, fino a un palco e a un evento che poco prima guardavo da spettatore.

Ogni tanto fa bene ripensare a giornate come quella, per ricordarsi da dove si è partiti.