Dubai Marina e musica: come lavoro in viaggio con il Polyend Tracker Mini

General

Dubai Marina e musica: come lavoro in viaggio con il Polyend Tracker Mini Matthew S
Dubai Marina e musica: come lavoro in viaggio con il Polyend Tracker Mini Matthew S

Sono stato a Dubai Marina 🌊🏙️ e, come mi capita spesso quando viaggio, non ho portato con me il computer con Ableton Live. Non volevo però smettere di fare musica, quindi ho portato solo il Polyend Tracker Mini. In questo articolo racconto come l’ho usato e perché, per me, funziona bene come studio portatile.

Perché non ho portato Ableton

Uso Ableton Live da oltre vent’anni per le mie produzioni e i miei live, e lo insegno da quindici anni. È il mio strumento principale, ma non è sempre comodo da portare in giro. Un laptop vuol dire alimentatore, zaino più pesante e, soprattutto, mail e notifiche a portata di mano.

Quando viaggio preferisco quindi semplificare: meno attrezzatura, meno schermi, più concentrazione su quello che faccio.

Il Polyend Tracker Mini in breve

Il Polyend Tracker Mini è un tracker portatile: si lavora con campioni (sample) e si costruiscono i pattern in sequenza. Per l’uso che ne faccio io, i punti a favore sono tre:

  • è compatto e sta in uno zaino;
  • permette di campionare, creare pattern e sviluppare un’idea senza computer;
  • è veloce da accendere e da usare, quindi non perdo tempo tra menu e impostazioni.

Non sostituisce il mio studio, ma per raccogliere idee in viaggio mi basta.

Come lavoro a Dubai Marina

Il mio metodo è semplice: cerco un suono che mi interessa, lo registro, lo carico nel Tracker Mini e ci costruisco sopra un pattern. Poi capisco subito se l’idea funziona oppure no.

A Dubai Marina ho scartato buona parte di quello che ho registrato, ed è normale. Il campionamento però mi porta ad ascoltare con più attenzione quello che succede intorno, e già questo vale la pena.

Inoltre un pattern nato in un posto diverso dal solito ha spesso un carattere diverso da quello che faccio in studio, ed è proprio questo che lo rende utile.

Lavorare senza un grande schermo cambia il modo in cui prendo le decisioni. Con il Tracker Mini vado più d’istinto, e per la fase di scrittura è quello che mi serve. Le idee che ne escono sono più grezze, ma anche più dirette.

Per fare il lavoro di rifinitura non uso lo stesso strumento. Arrangiamento, sound design e mix li faccio poi a casa, in Ableton Live.

Dopo il viaggio: cosa ne faccio delle idee

Il mio flusso di lavoro è questo:

  1. In viaggio: campiono e costruisco pattern e prime idee sul Tracker Mini.
  2. Al ritorno: riascolto tutto e tengo solo quello che mi convince.
  3. In studio: porto le idee in Ableton Live e le sviluppo fino al brano finito.

Qualche consiglio pratico

Se vuoi provare a fare musica in viaggio senza computer, ecco cosa ho imparato:

  • Conosci lo strumento prima di partire. In viaggio non hai tempo di studiare il manuale.
  • Porta delle buone cuffie. Lavorare in ambienti rumorosi senza un buon ascolto è frustrante.
  • Non puntare al brano finito. Meglio raccogliere loop e frammenti da sviluppare dopo.
  • Fai il backup appena puoi, così non rischi di perdere quello che hai fatto.

Domande frequenti

Si può fare musica senza computer?
Sì. Con uno strumento come il Polyend Tracker Mini si può campionare, sequenziare e costruire pattern anche senza computer. Per rifinire e mixare io preferisco comunque usare una DAW come Ableton Live.

Il Polyend Tracker Mini è adatto a chi viaggia?
Per la mia esperienza sì, perché è piccolo, leggero e pronto all’uso.

Perché non usare direttamente un laptop in viaggio?
Si può, ma io preferisco evitarlo: meno attrezzatura da portare e meno distrazioni mentre lavoro.

A Dubai Marina ho fatto musica in modo semplice: un piccolo strumento, qualche suono registrato sul posto e nessun computer. Per me è un buon modo di viaggiare senza smettere di produrre, e le idee raccolte così poi finiscono nei miei brani.

Se ti interessa come lavoro con Ableton Live o come insegno produzione musicale, trovi altre informazioni nel resto del sito.
Ho scritto anche un libro, Frequenza Fondamentale.